Il sole nero di Zeda

Il racconto

n lontanissimo pianeta lancia il suo disperato grido nell’universo, non rassegnandosi all’oblio nel quale sta per sprofondare. L’essenza del pianeta morente, viene racchiusa in una pietra e scagliata nello spazio. Per un gioco del destino precipiterà sulla Terra e i frammenti, raccolti da curiosi ragazzi, inizieranno a trasformare le loro vite e a influenzare lentamente la vita stessa della Terra.
Pensato come un racconto fantasy per ragazzi, si divide in due tempi che rappresentano altrettante fasi evolutive dei protagonisti.
È contenuto, anche graficamente, da poche righe di meta – racconto, poste all’inizio, al centro e alla fine, che isolano la storia, rafforzando la tensione della metafora.
La narrazione si apre con l’immagine di una civiltà lontana, persa nel tempo e nello spazio, oltre i comuni parametri di riferimento umani. Una civiltà avanzata, giunta alla fine del suo tempo perché il suo sole si sta spegnendo. Come estremo tentativo l’imperatore, manda lontano da quel mondo morente, la storia e la coscienza collettiva del suo popolo, nella speranza che non si perda per sempre. Questo ultimo anelito si concretizza nel lungo viaggio, attraverso l’intero universo, di tre cristalli, alla ricerca di un pianeta fertile dove germogliare.
Il caso conduce le gemme provenienti dallo spazio profondo, sulla terra, dove sono raccolte da due fratelli: Marco e Lilli, le cui vite risultano da subito condizionate da quell’incontro. Per gioco, scoprono a poco a poco i pericoli celati dietro quel mondo misterioso le cui pietre colorate rappresentano solo delle porte di accesso.
La prima parte del racconto sembrerebbe concludersi lietamente e i ragazzi, scampati a numerosi pericoli, si ritrovano insieme, dopo aver sconfitto Denise, l’antagonista coetanea, corrotta dagli aspetti più oscuri di quel mondo parallelo.
Nella seconda parte Marco e Lilli, ormai ventenni, pur mantenendo un forte legame affettivo, costruiscono separatamente le loro vite. Senza rendersene conto, però, il futuro è continuamente condizionato dall’incontro fatto da bambini, l’incontro con quello strano mondo, ormai dimenticato ma che sta riaffiorando sempre più prepotente. Un’oscurità che si espande oltre le loro vite e che in qualche misura contamina l’intero pianeta.
Lilli diventa progressivamente una ragazza eterea, quasi evanescente, mentre Marco sviluppa dei poteri inconsueti e incontra il suo primo amore. Sarà proprio questo a fargli aprire gli occhi sul reale significato della scuola che sta frequentando e su cosa quella società si aspetta da lui.
Il sole nero di Zeda è una metafora in due parti, nella prima c’è il ragazzo che con entusiasmo e un approccio naïf alla vita contrasta il male, con l’aiuto di un mondo sostanzialmente buono e il male, in una delle sue forme, rimane sconfitto dall’amore “un leggero spirito”, mai citato direttamente nel libro. La metafora si approfondisce, diventa apparentemente inesplicabile, qualcosa ha intaccato l’umanità nel suo insieme ed il mondo sembra meno forte, nella eterna lotta fra bene e male. All’amore è chiesto qualcosa di più e solo questo sacrificio aprirà una possibilità, sul cammino di una vita ancora da tracciare.
In un periodo di svincolo adolescenziale, le figure dei genitori, restano in secondo piano, pur continuando ad assolvere un ruolo di protezione (prima parte) e vicinanza affettiva (seconda parte), mentre altre figure assumono un ruolo più influente. Allo stesso modo le interpretazioni degli eventi passano da una modalità infantile ad una adulta.
Il racconto è accompagnato dalle eleganti e intense illustrazioni di Karin Kellner con le quali il lettore può accostarsi ad emozioni inesprimibili e in qualche modo rileggere attraverso esse l’intero racconto.

Carlo Antonelli

Il sole nero di Zeda

Il sole nero di Zeda

 
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Il cuore del sole nero e il premio Simonetta Lamberti

“Il sole nero di Zeda” è una fiaba per piccoli e grandi, una storia di paure e suspense per vincere la paura, una storia per riunire persone e generazioni.